Italia

Nuovo Dpcm: matrimoni e feste private a numero chiuso, chiusura locali alle 23 e mascherine obbligatorie

Covid, con il Dpcm di ottobre il governo impone nuovi divieti per affrontare la seconda ondata. Numero chiuso per le feste private

Nel giorno dedicato a San Francesco, patrono d’Italia, il premier Giuseppe Conte disegna una «nuova alba» e prova a volare alto, come le Frecce tricolori che pochi minuti dopo segneranno il cielo di verde, bianco e rosso. Il presidente del Consiglio parte dagli «interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte» che i mesi più dolorosi della pandemia hanno posto a ciascuno, attinge alla terza Enciclica del Papa e alla «ricca spiritualità» del Poverello di Assisi e chiede agli italiani di non abbassare la guardia contro il virus: «Siamo consapevoli che il nemico non è stato ancora sconfitto. Siamo consci però di non poter disperdere tutti i risultati sin qui raggiunti a prezzo di molti sacrifici».

Nel suo terzo discorso alla nazione dalla loggia del Sacro Convento di Assisi, Conte esplicitamente non lo dice, ma tra le righe del testo si coglie quel che fino a ieri il giurista di Palazzo Chigi non aveva voluto ammettere: l’impennata dei positivi, che preoccupa moltissimo il presidente Mattarella, angoscia molto anche lui. Ieri sera il capo del governo si è chiuso con i ministri e i capi delegazione per decidere la stretta sulle regole di contenimento. «Sin dall’inizio di questa emergenza il governo ha seguito il metodo della massima precauzione — ricorda Conte prima di lasciare Assisi — Siamo ancora in piena pandemia e il costante aumento dei contagi in tutta Italia, seppur comunque ancora sotto controllo, ci impone di tenere l’attenzione altissima e di continuare a essere molto prudenti».

Attenzione massima e cautela, ecco in sintesi l’appello che il presidente lancia a due giorni dall’informativa di Roberto Speranza in Parlamento, che si terrà domani. Il nuovo Dpcm sarà firmato entro mercoledì e renderà più stringenti le regole. Il ministro della Salute propone di rendere obbligatorio in tutto il Paese l’uso delle mascherine all’aperto e un altro giro di vite di cui si discute riguarda le feste private. Conte non entra nei dettagli, ma insiste sulla necessità di proteggere la salute dei propri cari, anche «rinunciando ad alcune libertà» e apre a un inasprimento delle norme: «Come abbiamo sempre fatto, qualsiasi misura sarà adottata in piena trasparenza e all’insegna dei principi di proporzionalità e adeguatezza. È stato così nella fase acuta della pandemia e così continuerà a essere. Tutelare la salute dei cittadini e quindi garantire condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e ovunque si svolga la vita sociale, significa preservare anche l’economia e il nostro tessuto produttivo». Ecco il «principio cardine» che ispirerà le scelte del governo anche nella seconda ondata del virus, che purtroppo, riconosce il premier, è già iniziata: «Interverremo in maniera ponderata e solo nelle modalità ritenute necessarie e adeguate, per ottenere lo scopo di contenimento del contagio».

Mercoledì scade il Dpcm firmato il 7 settembre. Molte decisioni saranno prorogate e, su quelle ancora da prendere, la strategia del capo del governo è avere dalla sua parte gli italiani, ai quali il virus ha già causato «inquietudine, rabbia, sofferenza, solitudine, distacco», nel tentativo di ridurre al minimo proteste e tensioni politiche. «Di ogni decisione che prenderemo daremo conto ai cittadini, aprendoci al confronto con il Parlamento in modo da spiegare trasparentemente le motivazioni che ci spingono ad adottarla», promette Conte. Chiaro l’intento di evitare non solo le accuse della destra, ma anche i rimproveri del Pd e dei 5 Stelle per le scelte in solitaria adottate, spesso tra le polemiche, durante la prima fase dell’emergenza coronavirus. Collegialità e condivisione. Sembra essere questo il nuovo metodo di Palazzo Chigi, almeno per quanto riguarda il virus: «Una volta definito il quadro delle proposte, il governo le illustrerà tempestivamente al Parlamento in modo da consentire il più ampio confronto».

I leader dei partiti lo incalzano a essere meno attendista sul Recovery e sui dossier, lo spronano a trovare «una visione». Nicola Zingaretti gli chiede un «colpo d’ala», perché «non si può governare solo per eleggere il presidente della Repubblica». Conte allora prova a dare un maggiore spessore, anche culturale, al suo governo. Nel discorso di Assisi parla di rinascita e di «sguardo fisso sul futuro», sceglie per quattro volte il verbo «rigenerare» e afferma che «non bastano i programmi e gli investimenti, occorre una rigenerazione interiore, una radicale mutazione di passo e di prospettiva». Una «rivoluzione culturale che abbia al centro l’uomo». L’ultimo monito della giornata il premier lo scolpisce su Facebook, di nuovo ispirato dal «fratelli tutti» di Papa Bergoglio e dalla luce della fiaccola che arde sulla tomba di San Francesco: «Insieme possiamo vincere la sfida di questa crisi sanitaria ed economica con fiducia, responsabilità e coraggio».

FONTE Fiorenza Sarzanini CORRIERE.IT

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CORRIERE.IT
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