Salute

I NUMERI E LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO DELLA UNITÀ OPERATIVA COMPLESSA DI CARDIOLOGIA-UTIC-EMODINAMICA ED ELETTROFISIOLOGIA DELL’OSPEDALE ” MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA ” DI E B O L I

La Unità Operativa Complessa di Cardiologia di Eboli una decina di anni fa si “arricchì “pure della Struttura di EMODINAMICA, tenacemente voluta dall’allora Primario,Giovanni D’Angelo,oggi Direttore del Dipartimento Cuore e cure Tempodipendenti di tutta la ASL Salerno;ciò per poter assicurare tempestivi interventi “salvavita” a tutti i cittadini della Piana e della Valle del SELE fino agli Alburni e vallo di Diano ( confini province Avellino e Potenza) seguendo le strade a scorrimento veloce SS18,SS19,SS 91 e la Autostrada “A2″Salerno-Reggio Calabria. La procedura di Emodinamica consiste nel ripristinare l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco che -se non irrorato-“muore”!: si entra con una sonda nei vasi dell’inguine o del polso,e con un “tubicino”si arriva alle arterie “coronarie”( che appunto fanno da “corona” al cuore) per accertare la gravità del ” restringimento” e -se necessario – si ” stura” il vaso impiantando dei “manicotti divaricatori”( STENT) in modo da poter ripristinare la circolazione sanguigna che fa funzionare il cuore.

Oggi il Direttore della Cardiologia-UTIC-Emodinamica ed Elettrofisiologia di Eboli è Raffaele Rotunno
Riassumiamo ora, in breve ed in forma comprensibile per i nostri lettori,l’Attività dei cardiologi dell’ospedale di Eboli:
 Nel 2017 furono praticate 1157 coronarografie con 595 angioplastiche( applicando STENT) e 155 “angioplastiche PRIMARIE” cioè  su pazienti con infarto acuto;
 Nel 2018 le coronarografie furono 1181 con 614 angioplastiche e 202 impianti di STENT su ” acuti”
Nei primi sei mesi di quest’anno sono state effettuate 666 coronarografie con 303 angioplastiche e 120 impianti di STENT su acuti…..e la tendenza è in progressivo aumento!
 Sempre nei primi sei mesi del 2019 sono stati impiantati una quarantina di DEFIBRILLATORI CARDIACI (anche biventricolari) con 200 procedure interventistiche di ELETTROFISIOLOGIA, cioè quando le patologie cardiache non sono ” idrauliche” ( infarti,Ecc) ma “elettriche” ( fibrillazioni,Ecc).
 Tutta questa attività diagnostica e terapeutica -ovviamente- si somma alla ” normale attività”di Una Unità Operativa Complessa di Cardiologia che serve una bacino di utenza di oltre duecentomila abitanti……con una sempre maggiore presenza di popolazione anziana!
Intervista al dott Raffaele Rotunno Direttore Unità Operativa Complessa di Cardiologia UTIC Emodinamica dell’OSPEDALE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA DI EBOLI (Salerno)

Da dove provengono i pazienti, che affluiscono alla Cardiologia di Eboli?

Per quanto riguarda le patologie cardiovascolari in generale giungono dal nostro naturale bacino di utenza.I pazienti con infarto acuto del miocardico provengono da tutti i territori a sud di Salerno,perché -percorrendo le vie a scorrimento veloce.

 sia le autoambulanze del 118 che quelle degli Ospedali a sud di Salerno (Spoke) fanno riferimento alla Emodinamica dell’Ospedale di Eboli (HUB) per l’intervento di riapertura dell’arteria coronarica colpevole dell’infarto e nella maggior parte dei casi i tempi di percorrenza consentono un trattamento efficace,salvando vite umane.

Perché il FATTORE TEMPO, la tempestività del vostro intervento possono rappresentare la SALVEZZA per l’ammalato?

Più rapidamente si soccorre il cuore con un’arteria coronarica bruscamente otturata meno muscolo cardiaco soffre e muore: si dice che ‘’il tempo è muscolo’’. Il trattamento in tali casi raccomandato è quello del ripristino del circolo coronarico mediante angioplastica. La tempistica della riperfusione rappresenta la criticità maggiore: l’intervento per essere efficace va praticato entro 120 minuti dalla diagnosi di infarto.

Nelle nostre zone ci sono particolari forme di patologie cardiache più diffuse rispetto ad altre ? e se si perché?

La malattia vascolare  aterosclerotica rappresenta una delle condizioni più frequenti nei pazienti che giungono alla nostra osservazione e ciò a causa dell’abuso dei grassi animali nella dieta,del fumo e dell’invecchiamento della popolazione, che è responsabile anche della diffusione di un’aritmia, la fibrillazione atriale,  che può essere causa di un ictus cerebrale. L’alta percentuale di ‘’pazienti fibrillanti’’ nel nostro territorio ha motivato il nostro Laboratorio di Elettrofisiologia, uno dei pochi in Ospedale pubblico, a dedicarsi al trattamento ablativo di tale aritmia. Questa attività è stata fortemente voluta dal dr Giovanni D’Angelo,

il primario cardiologo che mi ha preceduto, dopo aver portato a termine il  progetto del Laboratorio di ‘’Emodinamica’’. Noi oggi pratichiamo anche la chiusura dell’auricola sinistra, il piccolo serbatoio di trombi nei cuori fibrillanti, intervento necessario nei pazienti che non possono fare uso di farmaci anticoagulanti per prevenire l’ictus. 

E ciò riguarda sia le donne che gli uomini?

Il sesso maschile rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare aggiuntivo; pero con la menopausa donne perdono la protezione degli estrogeni.

Va ricordato, inoltre, che le donne presentano una vita media maggiore e, quindi, in maggior numero si presentano in età avanzata con fibrillazione atriale e scompenso cardiaco.

Ed i bambini?

Rispetto ad alcuni decenni fa la febbre reumatica, che colpiva infiammandole articolazioni e valvole cardiache, è pressoché scomparsa ed oggi il problema grave è rappresentato dalla obesità infantile .

Una curiosità: perché le cardiopatie neonatali sono (per fortuna) sempre più rare? 

Innanzitutto, si sono ridotti i matrimoni tra consanguinei, frequenti sino ad alcuni decenni fa soprattutto nei paesi montani e,soprattutto,va considerata la possibilità di diagnosi precoce durante la vita fetale con le ecografie di routine durante la gravidanza.

Che cosa servirebbe per potenziare ancora di più l’attività salvavita della Cardiologia interventistica di Eboli?

Per molti mesi siamo stati in difficoltà per la carenza di cardiologi emodinamisti così che quelli in servizio, il responsabile dr Peppe Bottiglieri, la drs Geppina Eusebio ed il dr Fabio Pastore hanno dovuto con gran sacrificio far fronte a turni che garantissero l’attività del laboratorio di Emodinamica  24/24 h, supportati parzialmente in ciò dal soccorso prezioso di alcuni colleghi provenienti da altre Strutture. La qualità degli interventi è stata anche assicurata dalla presenza ordinata, costante e competente del gruppo infermieristico pur in condizioni di difficoltà.

Il Concorso, espletato due mesi fa per volontà della Regione e dell’ASL, ci consentirà a settembre di  ripristinare l’organico della Sala di Emodinamica.

A questo punto si crea la necessità di un secondo angiografo, la cui spesa è stata già prevista nell’ambito del nuovo Reparto in costruzione.

Il secondo angiografo consentirà di attivare l’interventistica strutturale, che prevede la chiusura dell’auricola, della pervietà del setto interatriale e la valvuloplastica aortica– magari in futuro l’impianto transcatetere della valvola aortica-, senza creare difficoltà al percorso di emergenza come accade avendo a disposizione una sola sala.    

Diamo dei consigli ai nostri lettori : quali sono i sintomi dell’infarto ? … e cosa bisogna fare quando si avvertono? 

Il paziente avverte un dolore toracico in sede retrosternale di tipo costrittivo, schiacciante, che come una morsa o un peso tende a soffocare; spesso il dolore si irradia ai lati del torace, più frequentemente a quello sinistro; in altri casi può presentarsi in modo ingannevole a livello dello stomaco sopra l’ombelico con nausea e vomito, simulando una malattia addominale. 

Il paziente con infarto acuto del miocardio si presenta ansioso ed intensamente sofferente, a volte con la cute sudata e pallida: è predominante in lui la percezione di morte imminente.

In casi simili non è opportuno cercare al telefono il medico di base o, magari, un medico amico.

Occorre immediatamente chiamare il servizio di Soccorso Territoriale del 118, i cui  operatori sono tenuti a praticare entro 10 minuti dal loro arrivo un elettrocardiogramma, che viene teletrasmesso alla Centrale Cardiologica per il referto remoto. Questo ‘’elettrocardiogramma diagnostico rappresenta il tempo 0 a partire dal quale si decide il percorso di cura successivo. Occorre evitare assolutamente eventuali tappe intermedie.    

Che fare quando si ha modo di osservare una persona – anche sconosciuta- che lamenta questi sintomi?

bisogna cercare di mantenere la calma e chiamare subito il servizio di Soccorso Territoriale del 118, dando ascolto ad eventuali consigli. E’ necessario facilitare il compito dei soccorritori informandoli con chiarezza sul nome e cognome del paziente, l’indirizzo, il numero di telefono e i sintomi percepiti. Se ci si trova in casa occorre assicurarsi che tutti gli ingressi dell’abitazione siano accessibili così da agevolare i soccorritori.

Nell’attesa dell’arrivo del medico del 118 si devecercare di tranquillizzare il paziente e favorirgli la respirazione, sollevando il busto e mettendolo in posizione semi-assisa.

Una ultima domanda: lei è originario di Padula ma si è fermato a Brescia e Milano: oggi è ancora necessario andare al Nord per essere curati al meglio per le malattie cardiache?

Nel Sud vi sono situazioni eterogenee sul piano della funzionalità e dell’efficienza degli Ospedali.

In provincia di Salerno la Cardiologia Ospedaliera, pur in difficoltà per la carenza di personale,  offre un buon livello qualitativo di assistenza, in particolar modo sui percorsi dell’emergenza, che trovano il loro completamento o nei laboratori di Emodinamica ed Elettrofisiologia dei centri HUB come quello dell’Ospedale di Eboli, che non hanno nulla da invidiare ai Centri simili al Nord, o nella Cardiochirurgia Salernitana, che rappresenta una eccellenza nazionale.

 
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