Miscellanea

Caccia aperta agli yacht degli oligarchi russi: loro li spostano dalle coste europee, i paesi li sequestrano

Da Abramovich a Melnichenko, i magnati vicini a Putin da giorni cercano di portare le loro imbarcazioni lussuose verso le Maldive e il Montenegro per sfuggire alle sanzioni. a volte ci riescono, a volte no

L’obiettivo era quello di spostare tutti i loro mega yacht fuori dall’Europa, in modo da sfuggire alle sanzioni stabilite dagli Stati Uniti e dall’Ue nei loro confronti. E ce l’avevano quasi fatta gli oligarchi russi amici di Putin. Poi però alcune delle loro imbarcazioni sono state sequestrate. In Francia, la dogana ha confiscato lo yacht lungo 88 metri “Amore Vero”, di proprietà di una società il cui azionista principale è il capo della Rosneft Igor Sechin, stretto alleato di Putin. In Germania, invece, è stato confiscato dalle autorità uno yacht di lusso da quasi 600 milioni di dollari, di proprietà del miliardario russo Alisher Usmanov.

Le autorità francesi hanno sequestrato l’imbarcazione di Sechin poco prima che il magnate la spostasse fuori dalle acque europee. Ciò che infatti stanno cercando di fare ormai da giorni gli oligarchi russi vicino al presidente russo è trasferire i loro mega yacht in “acque più tranquille”, verso Montenegro e Maldive, al sicuro dalle sanzioni, che hanno come obiettivo quello di “individuare e congelare i loro patrimoni”. Secondo Reuters sarebbero almeno cinque i super yacht dei miliardari russi che sembrano aver trovato al momento un rifugio temporaneo alle Maldive. Tra di questi c’è “Clio”, di proprietà di Oleg Deripaska, il fondatore del gigante dell’alluminio Rusal che è stato sanzionato dagli Stati Uniti nel 2018. Secondo il database Marine Traffic – che fornisce informazioni in tempo reale sui movimenti delle navi e sulla loro posizione attuale nei porti – l’imbarcazione è stata ancorata al largo della capitale delle Maldive, Male, solo ieri. “The Titan”, di proprietà di Alexander Abramov, co-fondatore del produttore di acciaio russo Evraz, è arrivato invece nello Stato insulare il 28 febbraio. Sempre ieri, stando a quanto riporta Marine Traffic, sono stati visti altri tre yacht di proprietà di oligarchi russi in crociera nelle acque delle Maldive. Tra queste il “Nirvana”, di 88 metri, di proprietà dell’uomo più ricco della Russia, Vladimir Potanin.

La caccia ai vertici russi è cominciata pochi giorni fa dalla stessa Casa Bianca con l’annuncio di una task force “multilaterale e transatlantica” per individuare e congelare le proprietà dei milionari vicini al presidente russo. L’Ue lo scorso 28 febbraio ha aggiunto altri 26 nomi di persone molto vicine al presidente Putin, colpevoli di aver fatto propaganda e di essersi spesi attivamente a favore dell’annessione della Crimea nel 2014. “I loro super yacht non dovrebbero trovare posto nei porti della nostra Europa“ ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, alla plenaria straordinaria sulla crisi ucraina. L’occidente cerca le loro proprietà per congelarle. I magnati russi, come risposta alle sanzioni, spostano le imbarcazioni in acque più tranquille e licenziano il personale che nei loro immobili di lusso, presenti in Italia soprattutto in Costa Smeralda e Liguria, svolgeva il ruolo di manutentore, giardiniere, addetto alla sicurezza o amministratore.

Il primo ad aver pensato a spostare il proprio yacht è stato lo stesso presidente russo. Due settimane prima di invadere l’Ucraina Putin ha messo in salvo la propria imbarcazione, “Graceful”, di 80 metri di lunghezza, spostandola da Amburgo a Kaliningrad, in Russia. La localizzazione è stata riferita sempre dal portale Marine Traffic Anche il milionario russo-israeliano Roman Abramovich – che solo ieri ha annunciato di aver messo in vendita la squadra del Chelsea di cui è proprietario promettendo che i ricavi sarebbero andati alle vittime di Guerra in Ucraina – adesso pensa di trasferire il suo yacht, “My Solaris”, lungo 140 metri, dal porto di Barcellona in acque non europee e quindi libere da sanzioni. Abramovich, presente al tavolo dei negoziati tra Mosca e Kiev, ha invece già spostato l’imbarcazione “Eclipse”, che attualmente è ormeggiata ai Caraibi. Eclipse, 162 metri di lunghezza, messo in mare nel 2012, è stato pagato dal milionario russo 700 milioni di dollari. Solaris è invece costato 500 milioni di dollari. A bordo di quest’ultimo yacht Abramovich ha anche una piccola flotta personale con un piccolo sottomarino, raggi laser anti paparazzi, droni di ricognizione per mappare presenze sgradite nelle vicinanze, a cui si aggiungono vetri antiproiettili, per sentirsi sicuri in caso di attacchi.

Poi c’è lo yacht a vela “A” di Andrey Melnichenko – principale azionista del gruppo dell’amministrazione dei membri dell’amministrazione Eurofertili società di energia del carbone SUEK – il cui nome è dedicato alla moglie, Alexandra. Costato 450 milioni di dollari, 143 metri di lunghezza, 8 ponti, 54 persone di equipaggio. Secondo le ultime notizie A si trova al momento nel posto di Trieste, pronto però a salpare. Alexey Mordashov, maggiore azionista della Severstal, uno dei più grandi gruppi siderurgici al mondo di origine russa, ha spostato invece il suo yacht di 146 metri per 500 milioni di valore nell’Oceano Indiano. Gennady Timchenko – che ha fondato e possiede il gruppo di investimento privato “Volga Group” ha tutte le intenzioni di spostare Lena, del valore di 50 milioni di dollari, fuori da Sanremo.

Mordashov e Sechin sono proprietari anche di molte ville di lusso tra Costa Smeralda e Liguria. Mordashov possiede villa Parodi Delfino in Costa Smeralda, che ha un valore di 66 milioni. Sechin invece ha acquistato oltre sei ville nel Golfo del Pevero, in Sardegna, poi si è spostato anche a Lerici, in Liguria, aggiungendo al patrimonio anche villa Maramozza. Alisher Usmanov in Costa Smeralda possiede invece la villa di Merloni a Romazzino. Visto che i beni immobili non si possono spostare, gli oligarchi hanno pensato ad altre soluzioni come risposta alle sanzioni. I miliardari che hanno visto congelati i loro affari iniziano a licenziare i lavoratori, soprattutto nel paradiso vip della Sardegna. “Stamattina ho ricevuto decine di segnalazioni da lavoratori ai quali è stato comunicato che da lunedì non dovranno più recarsi al lavoro”, racconta all’Unione Sarda Mirko Idili, segretario territoriale della Cisl Gallura. Ad essere licenziati sono manutentori, giardinieri, addetti alla sicurezza, amministratori. I miliardari russi stanno dando disdetta anche a numerose imprese edili locali impegnate in lavori di riqualificazione e manutenzione delle loro proprietà immobiliari. In Gallura, secondo l’Osservatorio Sardegna turismo, trascorrono le vacanze oltre 40mila russi, per un totale di 220mila presenze. “Il rischio che anche per il 2022 si possa prefigurare una stagione con una grave flessione di occupati è fortemente concreto” conclude Idili.

FONTE   

huffingtonpost.it

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huffingtonpost.it
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