Miscellanea

Armi via Leopoli e Operazione Porcospino. Così l’America aiuta Zelensky a resistere

Il Pentagono spera che la resistenza a Kiev possa durare almeno un'altra settimana. In modo da trasformare l'Ucraina in un pantano per i russi

Per l’ammiraglio James Stavridis, che è stato il comandante supremo della Nato dal 2009 al 2013, è solo una questione di tempo. Se la resistenza ucraina riuscirà a impedire la conquista di Kiev ancora per una settimana, l’invasione dell’Ucraina potrebbe trasformarsi per i russi in un ‘pantano’ dagli esiti imprevedibili.

Analisi che l’Intelligence americana condivide, anche se al Pentagono invitano alla prudenza. Gli scenari inviati dai servizi segreti militari alla Casa Bianca hanno convinto Biden ad autorizzare d’urgenza altri 350 milioni di dollari di aiuti militari attraverso il Foreign Assistance Act (il totale sfiora il miliardo di dollari) ma il primo problema da risolvere è come far arrivare ai comandanti ucraini armi decisive per non essere annientati dalla potenza di fuoco russa.

Si tratta di un pacchetto di aiuti che include missili anti-carro – compresi i Javelin già usati con successo dai soldati di Kiev in questi giorni – armi leggere, giubbotti anti-proiettile e munizioni varie. Per Stavridis (che è anche l’autore del best-seller ‘2034’ sulla prossima ipotetica guerra mondiale) c’è ancora tempo per spostare livelli significativi di armi e farli arrivare a L’viv (Leopoli) e nella zona occidentale dell’Ucraina che difficilmente le armate di Putin riusciranno a conquistare in tempi brevi.

Per Casa Bianca e Pentagono la guerra-lampo per come era stata concepita dal Cremlino è già durata più del previsto, “abbiamo indicazioni che i russi sono sempre più frustrati dalla loro mancanza di slancio nelle ultime 24 ore, in particolare nelle parti settentrionali dell’Ucraina”, ha rivelato sabato un portavoce del ministero della Difesa ai media Usa. La Russia, secondo l’Intelligence militare americana, ha già in Ucraina almeno il 50 per cento della sua forza totale preparata per l’invasione (200mila uomini) ma le sue truppe stanno progredendo più lentamente sui tre fronti aperti, proprio grazie alla inaspettata (per il Cremlino ma anche per la Casa Bianca) resistenza ucraina.

È uno degli scenari previsti dal Pentagono, quello della cosiddetta ‘Operation Porcupine”, con gli aculei del porcospino ucraino pronto a colpire le forze di occupazione anche se i russi dovessero conquistare la capitale. Il grosso dell’armata russa è rimasto a circa 30 chilometri dal centro di Kiev, ma entro due giorni potrebbe sferrare il temuto attacco ‘a tenaglia’ preceduto da pesanti bombardamenti aerei. I ‘gruppi di sabotaggio’, unità delle forze speciali Spetsnaz, infiltrati da mesi in città (a riprova di quanto Putin abbia da molto tempo meticolosamente preparato l’invasione) che agiscono in borghese, sono stati solo in parte neutralizzati e potrebbero risultare decisivi nel far cadere la capitale e nel decapitare il governo legittimo (hanno l’ordine di uccidere il presidente Zelensky).

Una resistenza “praticabile” (come viene definita dall’Intelligence Usa) a patto che armi occidentali arrivino presto. Le difese ucraine, compresi gli aerei, continuano ad essere operative, ma senza nuovi rifornimenti saranno presto in difficoltà. Aiuti americani ed aiuti europei che sono già in viaggio, nei corridoi aerei e terrestri che attraversano la Polonia. La Gran Bretagna ha fornito circa 2mila missili anticarro, le armi francesi promesse da Macron e quelle di fabbricazione tedesca sono partite, l’Olanda sta per consegnare 200 missili antiaerei Stinger oltre a pistole, munizioni e sistemi radar, la Repubblica Ceca ha approvato consegne di armi per un valore di 7,6 milioni di euro. Mitragliatrici, pistole, fucili d’assalto, giubbotti antiproiettili e munizioni sono in arrivo dalla Danimarca e dai Paesi Baltici, il Belgio ha inviato 3.800 tonnellate di olio combustibile.

Pentagono e Intelligence Usa si preparano anche agli scenari peggiori: la caduta di Kiev e il rovesciamento del governo democraticamente eletto dell’Ucraina. È pronto un piano di evacuazione per il presidente Zelensky e la sua squadra in una posizione di ripiego prestabilita (inizialmente L’viv e se fosse necessario anche un governo in esilio in una capitale Nato come Varsavia o Londra). Va costruita una rete di comando e controllo per gestire la resistenza “praticabile” nelle aree del paese controllate dalle forze ucraine.

Nelle ultime ore le truppe russe sono entrate a Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, ma anche lì, che a Kiev, incontrano una forte resistenza. Per il Pentagono nonostante la massiccia superiorità della Russia in potenza di fuoco, mobilità, missili, attacchi aerei e altri parametri di efficacia militare, è una resistenza destinata a durare. Ma servono armi, il tempo di fare arrivare sarà decisivo.

FONTE

Fonte
huffingtonpost.it
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