Salute

Tumore del seno: alcune donne oggi possono evitare la chirurgia

 Curare un tumore del seno senza entrare in sala operatoria. Per alcune donne con un carcinoma mammario iniziale, piccolo e biologicamente favorevole, oggi questa possibilità è concreta. All’Istituto Europeo di Oncologia è stata infatti trattata con crioablazione percutanea la centesima paziente arruolata nello studio PRECICE. Le 100 pazienti dello studio si aggiungono alle numerose donne già trattate allo IEO con la stessa metodica al di fuori del protocollo.

Allo IEO, nell’ambito dello studio PRECICE, 100 pazienti sono state trattate con la procedura percutanea della crioablazione: niente tagli, niente anestesia generale, niente cicatrici chirurgiche né protesi e ritorno a casa il giorno stesso. Nelle pazienti correttamente selezionate, i dati internazionali mostrano che la crioablazione ottiene un controllo oncologico a cinque anni paragonabile a quello della chirurgia.

Come funziona la crioablazione

La crioablazione non è una tecnologia sperimentale. È una tecnica consolidata in oncologia interventistica che distrugge il tumore attraverso il freddo. Una sottile sonda viene introdotta attraverso la cute, in anestesia locale e sotto guida ecografica, fino alla lesione. In pochi minuti intorno al tumore si forma una “sfera di ghiaccio”, controllata in tempo reale, che distrugge il tessuto tumorale insieme a un adeguato margine di sicurezza. Non ci sono incisioni chirurgiche, non serve l’anestesia generale e la paziente torna a casa in giornata.

Il punto decisivo è scegliere le pazienti giuste. PRECICE, il primo studio italiano di questo tipo, coinvolge donne di almeno 50 anni con tumori unifocali fino a 15 millimetri e caratteristiche biologiche favorevoli. Non è quindi una terapia adatta a tutti i carcinomi mammari, ma per le pazienti candidabili i vantaggi possono essere molto importanti.

E i dati oncologici sono ormai estremamente incoraggianti. Nel trial multicentrico ICE3, il tasso di recidiva tumorale ipsilaterale a cinque anni è stato del 4,3%, un risultato in linea con quello osservato dopo chirurgia conservativa in popolazioni comparabili. Numerosi studi hanno mostrato che, nelle pazienti accuratamente selezionate, la crioablazione ottiene un controllo locale paragonabile a quello della chirurgia, offrendo allo stesso tempo un risultato cosmetico migliore, minori complicanze, un recupero molto più rapido e costi sensibilmente inferiori.

«La domanda non è più se siamo in grado di distruggere radicalmente un piccolo tumore mammario con il freddo: questo lo sappiamo già. La vera domanda è se, nelle pazienti giuste, possiamo ottenere la stessa sicurezza oncologica della chirurgia evitando l’intervento. I dati internazionali ci dicono che questa possibilità è reale e PRECICE nasce proprio per dimostrarlo in modo prospettico. Le prime 100 pazienti rappresentano per noi un traguardo molto importante», commenta Franco Orsi, Direttore della Radiologia Interventistica IEO e responsabile dello studio PRECICE.

«La finalità dello studio non è eliminare la chirurgia del tumore della mammella, che rimane fondamentale per la maggior parte delle pazienti. L’obiettivo è piuttosto fare un passo in più verso la minivasività ed evitare un intervento chirurgico quando non è necessario o anzi è eccessivo. Se in una donna accuratamente selezionata possiamo ottenere lo stesso risultato oncologico con una procedura molto meno invasiva, senza anestesia generale, senza tagli, senza cicatrici chirurgiche, senza necessità di ricostruzione o protesi e con il ritorno a casa il giorno stesso, il vantaggio per quella donna è evidente. Non possiamo proporre la crioablazione a tutte le pazienti, ma a tutte le donne possiamo ricordare che uno dei criteri che le rende candidabili alle tecniche conservative è la dimensione piccola del tumore. L’invito è quindi sempre di più: fate prevenzione», dichiara Paolo Veronesi, Direttore del Programma Senologia IEO.

«La crioablazione non modifica il rigore del percorso oncologico. Ogni paziente viene valutata multidisciplinarmente e, dopo il trattamento, prosegue con le terapie adiuvanti indicate e con un follow-up oncologico e radiologico programmato. Ma per una donna la differenza è enorme: ridurre l’impatto fisico e psicologico della prima fase della cura, significa migliorare concretamente la sua qualità di vita e il modo in cui affronta la malattia. È questo, insieme alla sicurezza oncologica, uno degli obiettivi fondamentali di PRECICE», conclude Franco Orsi.

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