Miscellanea

I 40 ANNI DEL MONZINO: SVOLTA NELLA CURA DELLE MALATTIE DEL CUORE

Nel futuro il nuovo edifico Monzino 3, l‘E-hospital e la Medicina ad Alta Definizione basata su big data e intelligenza artificiale

Il Centro Cardiologico Monzino celebra oggi i suoi 40 anni di attività, in presenza del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Nel dicembre 1981, il Monzino, nato da un’intuizione del Professor Cesare Bartorelli e dalla generosità del Cavaliere del Lavoro Italo Monzino, apriva le porte ai primi pazienti, iniziando così un percorso virtuoso che, in quattro decenni, lo ha portato a divenire uno dei migliori esempi di sanità sia in Italia che nel mondo. In questo percorso non ha mai tradito la sua identità di “ospedale nato per la povera gente”, come lo definiva Monzino, con uno speciale spirito di accoglienza del malato ispirato dal senso profondo di responsabilità sociale dei fondatori” – dichiara Carlo Buora, Presidente.

«Oggi il Monzino è il primo ospedale italiano e tra i migliori al mondo in cardiologia nella classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021, stilata da Newsweek. A livello nazionale, secondo i dati di Regione Lombardia, negli ultimi quattro anni si è collocato stabilmente tra i primi tre maggiori player nelle principali tipologie di interventi dell’area cardiovascolare: valvole cardiache, angioplastica, ablazione e riparazione dei difetti dei setti cardiaci e impianto di cardioverter/pacemaker. Inoltre, secondo il Programma Nazionale Esiti di Agenas, il Monzino da anni è il miglior centro italiano per le angioplastiche coronariche, con 2.403 procedure eseguite nel 2019» – afferma Mauro Melis, Amministratore Delegato.

«Pur con il suo ruolo internazionale e nazionale, il Monzino rimane l’“Ospedale del Cuore di Milano” e della Lombardia. – continua Melis – Mediamente l’80% dei pazienti proviene dalla nostra Regione, una percentuale salita a oltre il 90% in epoca Covid per via della funzione di principale HUB cardiologico regionale, che l’ospedale ha assunto durante la pandemia. Nel suo ruolo di HUB, il Monzino ha confermato la sua importanza strategica per la sanità regionale: è stato fondamentale nel fronteggiare l’emergenza e ha instaurato collaborazioni, che ancora perdurano, con centri spoke pubblici e privati. Parallelamente, neanche durante il Covid, si è fermato l’ampliamento del parco tecnologico che ha reso, negli anni, l’attuale Dipartimento di Imaging uno dei più avanzati in Europa.»

«Per accompagnare la crescita costante dell’ospedale mantenendo gli attuali standard di eccellenza, continueremo ad investire nelle tecnologie d’avanguardia e ci dedicheremo all’ampliamento e ammodernamento della struttura. Ristruttureremo il corpo centrale e realizzeremo il “Monzino 3”, un nuovo edificio con 5 piani fuori terra per ampliare e razionalizzare gli spazi esistenti, con un investimento pari a 17,5 milioni di euro in 6 anni. Allo stesso tempo, dal punto di vista organizzativo potenzieremo i servizi di telemedicina e accelereremo il progetto “Monzino Digital”, anticipando l’identità dell’ospedale del futuro, che non potrà essere che “e-hospital”» – conclude Melis.

«Il quarantesimo compleanno del Monzino cade in un anno di fioritura della ricerca scientifica e di svolta per la cura e l’assistenza dei malati cardiovascolari. L’attività di ricerca del Monzino nel corso del 2021, in cui sono stati investiti circa 8 milioni di euro, ha avuto un forte incremento durante la

pandemia, producendo 391 pubblicazioni scientifiche, che hanno raggiunto un impact factor di 2.663. Il Covid-19 ha aperto nuovi scenari che stanno cambiando l’approccio ad alcune importanti malattie cardiovascolari. Gli studi del Monzino hanno dato un contributo significativo nel modificare l’attuale pratica clinica cardiologica» – dichiara Giulio Pompilio, Direttore Scientifico. «Le nuove frontiere sono affascinanti e vanno nella direzione della cardiologia ad alta definizione, vale a dire terapie applicate al singolo individuo in maniera altamente personalizzata. La cardiologia del futuro – continua Pompilio- riceverà un forte impulso in questa direzione, sia dalla ricerca sperimentale e clinica che dallo sviluppo tecnologico. E questo è stato, fin dall’inizio, il modello del Monzino e una delle chiavi del suo successo: coniugare clinica, ricerca e tecnologia con un approccio olistico. La nostra storia quarantennale parla da sola per il contributo che il Monzino ha dato sia alla cardiologia clinica che alla cardiologia sperimentale. Ne è un esempio la recente introduzione nelle linee guida europee dello scompenso cardiaco dello score di rischio “MECKI”, messo a punto qui al Monzino. Oppure il ruolo di leadership che il Centro ha svolto a livello internazionale nella diagnostica avanzata cardiologica, sia dal punto di vista tecnologico che di indirizzo clinico. Sul fronte sperimentale, il Monzino ha giocato un ruolo da protagonista in molte aree, quali ad esempio l’aterotrombosi, le cardiomiopatie ad origine genetica, le terapie avanzate, la prevenzione cardiovascolare di precisione. La parola d’ordine per entrare nel futuro è integrazione fra diversi saperi – biologia, clinica, bioingegneria, bioinformatica, biotecnologie – e fra le relative figure professionali. Il Monzino saprà essere ancora una volta un motore di questa trasformazione a beneficio dei nostri pazienti

 

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